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Il provvedimento che fa capo alla Legge n. 170/16 di delegazione europea delega il Governo un adeguamento della normativa nazionale ed in particolare prevede l’abrogazione espressa del D.L.gs 109/92. Il presente decreto reca la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al Reg. UE 1169/11, abroga come anticipato abroga delle disposizioni e allo stesso tempo adegua tali disposizioni del D.L.gs 109/92 alle prescrizioni del regolamento.

 

La Confcommercio ha delineato tutta una serie di criticità riscontrate nello schema del decreto, e per questo chiede al Governo di subordinare l’espressione del proprio parere positivo all’accoglimento di tutta una serie di proposte di modifica del testo del D.L.gs.

 

Occorre tener conto anche della rilevanza posta dal Reg. UE 1169/11 alla correttezza delle informazioni fornite al consumatore, soprattutto in materia di allergeni ed in materia nutrizionale.

 

Vengono chiariti i nuovi obblighi relativamente alle informazioni sugli allergeni negli alimenti non pre-imballati.

 

Lo schema del decreto oltre ad individuare con maggior precisione gli obblighi di informazioni per gli operatori del settore alimentare prevede un sistema sanzionatorio particolarmente punitivo sotto il profilo della repressione soprattutto in relazione alle sanzioni fino ad oggi vigenti. Il provvedimento in esame oltre alla clausola di salvaguardia, che subordina l’applicazione della sanzione amministrativa alla preventiva valutazione che il fatto accertato non integri anche una fattispecie di reato, prevede sanzioni amministrative pecuniarie a carico degli operatori in caso di inosservanza degli obblighi previsti nello schema del decreto.

 

Alcuni esempi di impianto sanzionatorio proposto:

  • Violazione delle pratiche leali di informazioni: da 3.000 a 24.000 €

  • Responsabilità deli operatori del settore alimentare nella catena di trasmissione delle informazioni sugli alimenti non preimballati: da 1.000 a 8.000 €

  • Mancata applicazione di una o più indicazioni obbligatorie: da 3.000 a 24.000 €

  • Violazione delle disposizioni relative alla denominazione dell’alimento o sull’elenco degli ingredienti: da 2.000 a 16.000 €

  • Violazione relativa alla mancata indicazione del lotto: da 3.000 a 24.000 €

 

Si auspica che tutti gli importi sanzionatori siano ridotti, in quanto devono essere proporzionati e dissuasivi senza, tuttavia diventare eccessivamente punitivi per gli operatori in considerazione di tutte le difficoltà di natura economica che devono affrontare.

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